Kaspar Hauser torna al cinema con Movieday

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La Leggenda di Kaspar Hauser è un film cult che non ha smesso di interessare il pubblico di cinefili fin dalla sua uscita al Festival di Rotterdam del 2012. Dopo la distribuzione nel corso del 2013 in Italia, Francia, Germania e Polonia il film è rimasto lontane dalle sale per un po'.

Ora, anche grazie al successo internazionale delle clip virali rilasciate su Facebook nell'ultimo mese, il film di Davide Manuli tornerà nelle sale italiane grazie all'accordo tra Blue Film e Movieday. Movieday è una società che permette agli spettatori e agli appassionati di cinema di organizzare autonomamente proiezioni al cinema dei film del loro catalogo. 

Ti interessa un film? Vorresti vederlo sul grande schermo? Con Movieday puoi scegliere il film e il cinema - un elenco di decine di sale in tutta Italia, in costante aggiornamento. L'evento sarà attivato quando un numero minimo di persone confermeranno la loro presenza in sala, prenotando il biglietto (il prezzo è inferiore di norma a quello di una normale proiezione). 

Siamo entusiasti di collaborare a questa nuova modalità di fruizione cinematografica, in cui il piacere della visione sul grande schermo è a disposizione degli spettatori, dei cinefili che vogliono riscoprire opere che hanno esaurito la loro distribuzione tradizionale ma che ancora meritano di essere viste nel buio di una sala cinematografica. Scopri qui come funziona.

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A questo link è possibile organizzare la proiezione de La Leggenda di Kaspar Hauser. Fai atterrare Kaspar nella tua città. 

La prima proiezione sarà a Bolzano il prossimo 10 maggio, clicca qui per confermare la tua presenza.

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La psicoanalisi e Kaspar Hauser

[Articolo scritto da Fabrizio Rocchetto in occasione della proiezione del film al Palazzo delle Esposizioni per la rassegna CINEMENTE, in collaborazione con Palaexpo, Società Psicoanalitica Italiana (PSI) e Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. Fabrizio Rocchetto è membro psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (SPI), ed è full member of the International Psychoanalytical Association.]

“Io sono Kaspar Hauser!” Questa affermazione è la chiave che apre la porta verso il futuro. La leggenda di Kaspar Hauser è un film coraggioso perché Davide Manuli - sceneggiatore, regista, autore del soggetto, co-produttore - propone un lavoro su un argomento che ha visto migliaia di volumi e articoli pubblicati oltre al film di Werner Herzog che tanto affascinò. Manuli riesce ad andare oltre il film e a proporre un'esperienza.

Ho vissuto la visione de La Leggenda come in presenza di un'installazione artistica. Non si può vivere il film senza la potenza della colonna sonora di Vitalic – necessariamente ad alto volume - che dà corpo alle immagini e alla storia. La splendida fotografia di Tarek Ben Abdallah con le sfumature dal nero al bianco scolpisce, fa immaginare odori, l'unico limite che lo schermo non può emanare. Gli attori sono catturati dalla recitazione che “sparano” sullo spettatore. 

 

Come psicoanalista il film ha continuato a “lavorarmi” dentro dopo la sua visione e per questo sono grato a Manuli. Ho ripensato e alla fine raccolto alcuni temi:

  • Per primo cito l'aspetto sensoriale che nasce dalla sceneggiatura di Davide Manuli (con la collaborazione ai monologhi di Giuseppe Genna). Non è facile che un film tocchi il corpo dello spettatore. Nel mio lavoro di psicoanalista, con bambini, adolescenti e adulti – anche se la psicoanalisi è cura attraverso la parola - il corpo è centrale. Il corpo è l'inconscio.
  • Il tema del rapporto con la realtà e lo smarrimento. L'arrivo di Kaspar Hauser portato dall'acqua, come Edipo, rompe gli schemi dell'attesa: lo straniero non è un turista, è un naufrago. Lo sceriffo lo aspetta, lo accoglierà, cercherà di crescerlo e alla fine riuscirà ad aprirgli le porte del paradiso. Il tema dello smarrimento provocato negli altri – il prete per primo – esalta il potenziale generativo dello sconosciuto che paradossalmente diviene certezza, sentimento con cui convivere, “collaborare” in senso evolutivo.
  • La capacità di esser solo. È un concetto che appartiene alla psicoanalisi – secondo lo psicoanalista Donald Winnicott, le teorie orientano la nostra percezione e vanno per questo utilizzate con senso critico – che evidenzia come la capacità di essere solo in presenza dell'altro sia una conquista che il bambino accudito amorevolmente sviluppa. Costituisce la base per essere un adulto sereno. Kaspar Hauser ha le cuffie. Ha bisogno di una stimolazione sensoriale acustica che forse ri-cordi (nell'etimo riportare al cuore) la sensorialità materna perduta. Kaspar Hauser è stato un bambino deprivato dall'amore materno che però ha conosciuto, rispetto a chi intorno a lui appare evoluto ma privato dell'amore che non può trasmettere. Per questo Kaspar Hauser diviene oggetto degli attacchi invidiosi - in-video = non sopporto la vista - che porteranno al suo assassinio.
  • Adozione e super eroi: Perché quasi tutti i super eroi sono adottati? Batman, Superman, l'Uomo Ragno e poi Harry Potter, Diabolik, James Bond, Pinocchio e ancora Mosé, Maometto e per metà Gesù. Anche Hitler ebbe una madre adottiva. Kaspar Hauser viene adottato dallo sceriffo. Non ha passato, non ha futuro. È il presente, è identità enunciata dall'affermazione “Io sono Kaspar Hauser”. Non ha genitori, è fuori dallo schema e come un “supereroe” o un profeta, attraverso il suo sacrifico potrà aprire nuove porte.
  • Maschile e femminile. La scelta di Manuli della straordinaria Silvia Calderoni fa assumere a Kaspar Hauser una valenza individuale che supera la distinzione maschio/femmina.

  • L'alieno e il perturbante. Kaspar Hauser è l'alieno, è il “perturbante” cioè il familiare che diventa minaccioso. L'elemento diabolico, attraverso il processo metabolico può diventare simbolico. Nella “Leggenda” la naturalezza di Kaspar diviene l'elemento minaccioso e diabolico per l'ambiente.
  • Psicosi e autismo. Kaspar evidenzia comportamenti psicotici, con scarsa aderenza con la realtà ma parodossalmente è l'ambiente – incapace di entrare in contatto con i propri limiti – ad essere “folle”. Gli autistici attraverso comportamenti di dondolamento si consolano. Sarà la musica, la creatività, il diventare DJ che permetterà a Kaspar Hauser dopo la morte di affrontare una nuova vita.

La Leggenda di Kaspar Hauser oltre che un film è un'esperienza.

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IN 6 MILIONI BALLANO CON KASPAR HAUSER

Siamo nell’era dei virus. O meglio, dei virus delle immagini, delle connessioni, delle forme di comunicazione che mutano, si ibridano, trovano nuovi contesti e assumono significati inattesi. È l’epoca del meme, dell’ironia web declinata in mille forme e dalle incontrollabili e inattese destinazioni. Capita così che un giorno scopri che la scena di un film, per forza e per scelta squisitamente autoriale, "da intenditori", "da andarsi a cercare”, venga vista da quattro milioni di persone in poco più di quattro giorni.

La leggenda di Kaspar Hauser, film di Davide Manuli del 2012, prodotto da Blue Film e Shooting Hope Productions, è diventato nelle scorse ore un piccolo grande fenomeno virale su Facebook. La pagina facebook SKO4 – Electronic Events, che fa riferimento a un’agenzia di organizzazione di eventi ucraina, una pagina con un seguito di meno di 30.000 fan, ha pubblicato lo scorso 3 marzo un video estratto dal film di Manuli, una scena in cui Lo Sceriffo (Vincent Gallo) insegna a Kaspar Hauser (Silvia Calderoni) a fare il Dj. Protagonista assoluta la musica techno di Vitalic, autore della colonna sonora originale del film. La didascalia scelta per il video è “Abbiamo la musica. La musica è tutto”. Pronti via, il seguito della pagina, che poco sa di Vincent e Silvia, del film e di Davide Manuli, apprezza l’invito al ballo e condivide, lika, commenta, tagga gli amici discotecari. Russi e non solo, il video vive di vita propria, sfonda i bacini di utenza di una pagina di normale traffico e spopola sul web. Il contatore ha ormai superato i 5 milioni di visualizzazioni

 

Мы есть музыка, а музыка - это все

Pubblicato da SKO4 - Electronic Events su Giovedì 3 marzo 2016

 

Lo scrittore Giuseppe Genna, che ha collaborato al film scrivendo il “Monologo del prete” per il personaggio di Fabrizio Gifuni, ha salutato la notizia con un breve post sul suo blog: “non ho mai visto, per un’opera d’arte, 3 milioni e mezzo di visualizzazioni in tre giorni”.


La scena in questione è stata la prima a essere girata sul set in Sardegna nel maggio 2012. C’era un vento a 30 nodi sulla spiaggia quel giorno e non ci si riusciva a parlare a un metro di distanza. L’audio della scena è in presa diretta, la musica è stata diffusa dalle enormi casse della scenografia, così che gli attori potessero sentire bene i suoni su cui ballare. Davide Manuli diede un’unica istruzione, ballate, e tutti i movimenti sono stati improvvisati sul momento da Vincent Gallo e Silvia Calderoni.
 
Qualche giorno dopo, una nuova clip pubblicata sulla nostra pagina Facebook ha raccolto anch'essa straordinario entusiasmo da tutto il mondo. Il video è ormai prossimo a toccare quota 1 milione di visualizzazioni.
 
 
 
 
Per chi volesse vedere il film, oltre ad acquistare il Dvd distribuito da Cecchi Gori Home Video, ha un’occasione speciale il prossimo 19 marzo a Roma. La leggenda di Kaspar Hauser sarà proiettato al Palazzo delle Esposizioni, a ingresso gratuito e alla presenza del regista, nell’ambito della rassegna “CINEMENTE. La memoria del futuro”.
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